VADEMECUM PER LE RIPRESE SUBACQUEE DA PRINCIPIANTE
by mario gangi
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(alcune semplici regole da seguire)

  1. La preparazione dell’apparecchio di ripresa, custodia compresa, è la fase più delicata dell’intera attività. Assicurarsi innanzitutto che la custodia subacquea del dispositivo di ripresa, sia integra e perfettamente manutentata. E’ inoltre opportuno assicurarsi che la finestra che si interfaccia con l’obiettivo del dispositivo di ripresa sia perfettamente pulita e non vi siano tracce di sporcizia che in taluni casi può compromettere la qualità delle immagini. A tal proposito si raccomanda di procedere alla chiusura del case in ambiente fresco e ventilato, questo eviterà, specialmente nel periodo estivo la formazione di condensa all’interno della custodia. I più esperti (specialmente in estate) sigillano il case poco prima dell’immersione e servendosi dell’aria fredda di un frigo o della bocchetta d’aria del condizionatore dell’automobile.
  2. caricare completamente le batterie dei dispositivi prima di sigillarli all’interno del case. Evitare di procedere alla carica delle batterie il giorno prima, meglio se la carica viene effettuata poche ore prima dell’immersione.
  3. Nel caso della presenza di illuminatori evitare di posizionare gli stessi sulla staffa fissa del dispositivo, meglio se collegati a bracci mobili. Questo consentirà all’operatore di spostare la sorgente luminosa li dove necessita anche all’interno di anfratti dove spesso si riscontra assenza di luce.
  4. In acqua, è molto difficile rimanere immobili, questione che spesso compromette la stabilità delle riprese video. Per tale ragione nel corso delle riprese è importante assicurarsi ad una esperità (scogli o relitti se presenti) e controllare la respirazione (i più esperti nel corso della ripresa effettuano piccole apnee).
  5. Il momento propizio per effettuare videoriprese è mezzogiorno. All’aumentare della profondità diminuisce l’intensità della luce, un fenomeno accentuato anche dal fatto che la luce colpisce la superficie dell’acqua e l’attraversa in modo angolare. Per tale ragione il momento propizio per avere una forte intensità di luce naturale e quando i raggi del sole attraversano la superficie dell’acqua in linea retta.
  6. Per le riprese subacquee, la distanza dal soggetto dovrebbe essere la più breve possibile, tra mezzo metro fino ad un massimo di due metri. La prospettiva in acqua, infatti, diventa più nuvolosa più la distanza aumenta a causa delle particelle sospese.
  7. evitare l’utilizzo dello zoom subacqueo. Avvicinarsi al bersaglio con lo zoom, non è certamente la soluzione migliore per ottenere un immagine di qualità. A tal proposito si ricorda che le sorgenti luminose non sono solidali con lo zoom
  8. Per assicurarsi che le riprese subacquee siano inquadrate nella giusta luce, le sport cam di ultima generazione, hanno uno speciale programma capace di scegliere automaticamente le impostazioni corrette per avere il colore e le condizioni di luce favorevoli. Pertanto specialmente ai principianti è fortemente sconsigliato di interagire con il set.
  9. Non utilizzare mai il dispositivo oltre la profondità imposta dal costruttore.
  10. A fine attività sciacquare con acqua dolce la custodia subacquea, asciugarla con un panno e ultimata l'operazione recuperare il dispositivo di ripresa.
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Sicilia fabbrica di bellezza
by mario gangi
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SICILIA FABBRICA DI BELLEZZA

 

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Milioni di volte abbiamo ascoltato questa celebre frase che, pronunciata per la prima volta dal chimico fisico francese Antoine Laurent Lavoisier, ci ha fatto pensare spesso a qualcosa di vetusto o astruso.

Se ad esempio immaginiamo un foglio di carta bianca possiamo senz'altro affermare che una volta bruciato assume forme e colori certamente non gradevoli  all'occhio  umano.

Tuttavia, non è sempre così; a volte la trasformazione  delle cose produce vera e  propria arte  e, dunque, bellezza capace conferire al processo il magico potere dell’alchimia.

Caso emblematico è il bruco dalle sembianze poco aggraziate, ma che  nel corso della trasformazione assume forme e colori che accarezzano il cuore e ubriacano la mente.

Lo stesso inesorabilmente accade anche per la mia terra.

A sud della Sicilia e più precisamente a Sampieri, frazione di Scicli in provincia di Ragusa, insiste la fornace Penna, fabbrica di laterizi realizzata agli albori del XIX secolo su commissione del Barone Guglielmo Penna.

La fornace è conosciuta dai locali come  “u stabilimentu bruciatu” per il devastante incendio doloso del 24, ma anche come “Mannara di Montalbano”, in ragione dell’omonimo set televisivo allestito anni orsono proprio in quest’area.

Realizzata sullo sperone roccioso di contrada “Pisciotto”, a pochi metri dalla battigia, la grande fabbrica non è stata certamente indulgente nei confronti del paesaggio, aggredito e deturpato, ma nel corso del tempo la sua trasformazione ha reso l’edificio

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